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TERRA DI OSTERIE |
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L’Olio fa volare a New York il nome di Calci CALCI (Pisa) – Si è trattato di un vero e proprio evento. La Festa dell’Olio, giunta alla quarta edizione, ha visto Calci protagonista, insieme all’Olio dei Monti pisani. Proprio quel Monte Pisano che Dante Alighieri, nel XXXIII canto dell’Inferno, lo definì “il monte per cui i Pisan veder Lucca non ponno”. Dopo una settimana di manifestazioni e serate enogastronomiche, “unte” con l’olio extravergine, i produttori, nel giorno di chiusura, hanno esternato tutto il loro entusiasmo e soddisfazione per un successo impensabile della manifestazione. E, tanto per finire in bellezza, è stata ufficializzata la notizia che il nome della Strada dell’Olio dei Monti Pisani volerà a New York. E’ stato il giornalista Corrado Benzio, che ha curato i testi del libro “Toscana alle radici del gusto - Guida ai luoghi e ai suoi sapori”, il quale, ospite del sindaco Stefano Lazzerini, del vicesindaco e assessore alle attività produttive Manuela Martini che ha curato tutta la manifestazione, e del collega giornalista Giorgio Mancini, ha annunciato che il volume, edito dal binomio Regione Toscana e Giunti, tradotto in quattro lingue, sarà presentato nella “Grande Mela” il mese prossimo. “E’ la prima strada dell’olio extravergine - ha detto Benzio - che ha partorito la Toscana, terra d’olio per eccellenza”, aggiungendo che quello che stava assaggiando era ottimo, e nel suo libro si legge ancora: “Da Calci la strada sale verso Montemagno, ricca di oliveti che per tradizione danno il migliore olio della zona. L’olio appena prodotto - continua - si degusta meglio a crudo, sulla bruschetta oppure sulla classica zuppa di cavolo. Per gli anziani l’ “olio novo” toscano deve sapere di carciofo e lasciare un leggero pizzicorino sulla lingua. Oggi - scrive ancora Corrado Benzio - la tendenza è a farlo più delicato, ma c’è chi preferisce un olio con i sapori forti di una volta”. Anche il presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, l’onorevole Ermete Realacci, in una lettera inviata all’addetto stampa del Comune Giorgio Mancini, scrive che “nelle tante visite che ho fatto in questi anni nelle vostre meravigliose terre, ho avuto spesso modo di apprezzare l’ottima qualità dell’olio che lì viene prodotto. E’ sicuramente una delle più riuscite espressioni della qualità italiana che, come spesso ho sottolineato, trova nei prodotti del territorio una leva di straordinaria efficacia per scommettere sul futuro del nostro paese”, confermando, poi, che l’olio toscano sarà presto anche alla “Buvette” della Camera, scelto proprio come prodotto di qualità. novembre 2006
SAN GIMIGNANO – Giovanni Borgioli è l’inventore del salame “Gentilino” di San Gimignano. In via San Matteo, dal 1965, esiste la macelleria più famosa della città, che il prossimo anno festeggerà i quarant’anni di attività. Giovanni, orgoglioso e amante del suo mestiere, tra l’artigiano e il commerciante, conoscitore della carne, quella di qualità, ha voluto provare, riuscendoci con grande successo, a “creare” questo nuovo salame “Gentilino”, come ci spiega lo stesso macellaio. “Questo salame nasce da una ricetta antica di qualche secolo – ci dice Giovanni Borgioli – ma io ho tagliato l’impasto di carne di maiale più finemente, tipo il salame ungherese o milanese, per intendersi, poi l’ho speziato alla toscana, con aglio, sale e pepe, senza nessun tipo di conservante, né aggiungendo latte in polvere, come molti fanno. La particolarità del “Gentilino”, però – ci dice ancora il macellaio Borgioli - sta nel fatto che viene rinvolto non nel classico “budello” di animale, ma nello stesso tipo di rete che viene usato per avvolgere i fegatelli. Proprio questa gli conferisce un sapore molto più delicato, più raffinato, insomma, più gentile”. I primi salami sono letteralmente andati “a ruba”, visto che, chi ha avuto il piacere di gustarlo, ha fatto passare la notizia, questa volta è proprio il caso di dirlo, di bocca in bocca. Ora, però, per chi lo vuole assaggiare, visto che l’ultima fetta del “Gentilino” è stata venduta, bisognerà attendere settembre, quando le temperature saranno abbassate e Giovanni ricomincerà ad impastare il suo salame. Lucia Antonelli
Il Gambero Blu
Fra i piatti da assaggiare, antipasti caldi di pesce come il farro al
sapore
di mare o il salmone marinato al basilico, come ci svela la ricetta
ilcuoco; E' gradita la prenotazione : Tel. 050 936209 - 339 4518672 - 347 1894406
La ricetta del cuoco Massimiliano Neri Salmone marinato al basilico Per quattro persone; 400 grammi di filetto di salmone fresco Preparare una citronette con l’olio, il limone, l’aglio,
il sale, il pepe e le gocce di Worcester. Mettere in frigo e servire dopo 24 ore… …e buon appetito
luglio 2002
Il Conventino Percorrendo la strada che da Calci si
inerpica verso la vetta del Monte Serra, lasciando la "piana" per
raggiungere la sommità del Monte Pisano, dopo circa due chilometri e mezzo
dal centro di Calci si arriva in località Tre Colli, una manciata di poche
case con la pieve, un cimitero e forse quel vecchio convento che oggi,
restaurato, è diventato il ristorante Circondato da un terreno terrazzato di uliveti che sovrastano la Val Graziosa, con uno sbocco verso il mare con la costa labronica in lontananza e, quando il cielo limpido lo permette, la sagoma inconfondibile azzurrata della Corsica. Il ristorante, che si apre al cliente su di
un primo piano con aria familiare e una saletta raccolta, al piano di sopra
ha, invece, un ampio spazio che fa assaporare in modo intrigante il paesaggio
dell’alta collina, con la particolarità della vista dell’orizzonte del
mare. Da non dimenticare di assaggiare la zuppa di
pane cucinata da Bonanno, così come i suoi maccheroni calcesani. Questo
piatto, da non confondere con i tipici maccheroni italiani, sono in realtà
sfoglie di pasta all’uovo con meno tuorli, ma con una maggiore quantità di
farina, che li rende quindi più leggeri, conditi con un sugo di carne di
manzo e coniglio. Chiuso il lunedì. maggio 2002
Trattoria Albana A
quattro chilometri dalla città dei
Volsci e degli Etruschi, lasciando le balze di Volterra e prendendo la strada
che conduce a Siena, si trova un bivio a destra che indica un piccolissimo
borgo, Mazzolla. Da qui la strada si fa stretta e un po’ impervia, anche se
asfaltata, ma il paesaggio che si apre è non solo bucolico, ma splendido.
Da non perdere le pappardelle al colombo nel periodo
che è aperta la caccia, la zuppa di verdura volterrana, il petto d’anatra
alla griglia, il cinghiale in umido o il cervo e il capriolo, ma non manca la
bistecca alla fiorentina.
CINGHIALE CON OLIVE NERE Per 4 persone; 800g-1000g
di cinghiale possibilmente fresco; Prendere
il cinghiale farlo a cubetti non troppo piccoli e sciacquarlo sotto l’acqua
fredda. Mettere la casseruola a fuoco vivo ed appena il composto inizia a bollire aggiungere il vino rosso. Ripresa la bollitura tappare la casseruola ed abbassare il fuoco al minimo, girando il cinghiale per evitare che si attacchi al fondo della casseruola. Dopo circa 2 ore di bollitura ( a seconda della grandezza del cinghiale utilizzato la cottura sarà più o meno breve), aggiungere il concentrato di pomodoro, facendolo sciogliere bene con un rumaiolo di acqua calda così che si amalgami con il composto. Dopo 10-15 minuti aggiungere le olive nere e finire di portare a cottura il composto. aprile 2002
…questa tanto utile parte della medicina, che tratta dell’herbe et delle piante nate et prodotte dal principio del mondo, è la più antica, la più nobile, la più pretiosa, la più divina et la più gloriosa d’ogni altra facultà et scienza mondana. Pietro Andrea Mattioli - 1604
E’ un’erbacea perenne che cresce
nei prati e pascoli delle regioni montane. Ha il fusto fistoloso, con foglie
grandi e ovali, lisce ai margini, è alto e a volte può raggiungere anche il
metro e mezzo di altezza. La fioritura avviene da giugno ad agosto con fiori
stellati, bianco-giallastri, riuniti a fascetti nelle ascelle delle foglie. La
radice è compatta, lunga e giallastra all’interno, ad assaggiarla è amara.
Si usa la radice che va raccolta a primavera o in autunno. |
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GINEPRO – juniperus
communis
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E’ un alberello a cespuglio sempre verde che
cresce nei luoghi incolti, nei boschi, in collina e in montagna. Le sue foglie sono lineari e pungenti. La fioritura è da marzo a giugno. I frutti, piccole e numerose bacche sferiche, diventano nere-azzurrognole a maturazione nel secondo anno. Le bacche, da raccogliersi in settembre, ottobre, venivano usate per la cura dell’asma, della blenorragia, gastralgia e acidità di stomaco, della restrizione urinaria. |