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Le campane di fronte all'affresco di Benozzo Gozzoli.
E ascoltando il rintocco di quella
campana, sarà un po’ come sentir scandire il nome di quella
Santa bambina alla quale esprimono tutta la loro devozione.
Così, la Collegiata di San Gimignano - mentre stanno
procedendo i lavori per il rifacimento completo della
copertura e il restauro della Torre campanaria – avrà anche
otto nuove campane, dedicate alla Madonna e ai Santi il cui
nome è stato legato, in qualche modo e per motivi diversi,
alla città. Ora vi sarà, quindi, la sostituzione delle attuali campane e, più in generale, di tutto l’impianto di sostegno e tiro delle campane stesse. Più precisamente, ne verranno sistemate otto di nuova fusione, realizzate in una fonderia specializzata, in lega di bronzo, di cui quattro più grandi, in posizione inferiore, e quattro più piccole, in posizione superiore, e sempre una per ogni lato. Le nuove campane, che non oscilleranno in contemporanea, ma, a seconda delle necessità liturgiche, avranno più frequenti movimenti singoli, portano tutte inciso il nome del Papa, Benedetto XVI°, e dell’Arcivescovo Antonio Buoncristiani. Sono state dedicate, in ordine di grandezza, una alla Madonna, la seconda a tutti i Santi, la terza a San Gimignano, la quarta ai Santi Agostino e Girolamo, la quinta ai Santi Benedetto e Gregorio, la sesta ai Santi Francesco e Domenico, la settimana al Beato Bartolo e, la più piccola, alla Beata Fina. Il peso delle campane varia dai 740 chili ai 90, mentre i diametri da un metro e settanta a cinquantatre centimetri. Nuovi rintocchi faranno presto dimenticare il suono degli antichi batacchi, che da secoli hanno disperso nell’aria, dall’antica Torre campanaria, il suono della cristianità arroccata su quel poggio che si chiamava Silva, ma che il popolo volle dedicare proprio al nome di quel santo vescovo Gimignano.
I misteri sul “mostro di Firenze”,
Un’ interessante storia, tra fiction e verità, scritta da Michele Giuttari
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La profezia di Malachia: “De gloria olivae” Il penultimo PapaCALCI (Pisa) – “Ex magnitude montis” è il motto con il quale San Malachia identifica il papa Beato Eugenio III, nato nel 1145 e morto nel 1153. Al secolo si chiamava Pietro Pignatelli, ed era nato nella frazione di Montemagno, a Calci. E da questo borgo montano di origine, potrebbe derivare il significato del motto che in italiano significa: “Dalla grandezza del monte”. Ora, nel momento che sta per riunirsi un nuovo conclave, con la rituale formula “extra omnes”, si torna a riparlare delle profezie di Malachia. Profezie tanto discusse, quanto inquietanti. Forse si era vicini all’anno 1143, quando il vescovo irlandese Malachia avrebbe profetizzato quali sarebbero stati i papi che si dovevano succedere sul trono di Pietro, fino alla fine del mondo. E, come prima cosa, salta subito fuori un particolare. Nessuno, sino ad oggi, ha mai avuto “l’ardire” di prendere il nome di Pietro. Molti vorrebbero che queste profezie fossero state ispirate al vescovo irlandese da San Bernardo; per altri, sarebbe stato lo stesso santo ad usare, per così dire, questo “pseudonimo” di Malachia. Fatto sta che le profezie sparirono, per essere successivamente ritrovate e pubblicate, per la prima volta, dal benedettino dom Arnold Wion, che nel suo libro “Lignum Vitae” le rese pubbliche. Era il 1595. Queste profezie raccolgono 111 motti, ed ognuno di questi viene attribuito ad un papa. Motti, però, che danno spazio a varie interpretazioni. Vi si può “leggere” un riferimento alla provenienza, ad un particolare blasone della famiglia del cardinale eletto sul soglio, ad avvenimenti o particolarità del periodo che ha caratterizzato quel pontificato. Ma, andando a leggere, anche in tempi moderni, molte di queste profezie, sembrerebbe che si siano avverate, pur partendo dal 1595, anno della prima pubblicazione. Tra le ultime, quella annunciata per Papa Albino Luciani. Il motto profetico fu “De medietate lunae”. Giovanni Paolo I , era il 1978, salì sul trono di Pietro dopo essere stato Patriarca di Venezia, e la traduzione del motto definito “il tempo di una luna” sembra faccia riferimento al mese lunare. Infatti il pontificato di Giovanni Paolo I è stato tra i più brevi della storia vaticana. Durò dal 26 agosto al 28 settembre 1978. Solamente 33 giorni, lo stesso numero che ricorda l’età del Cristo!
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Anche i politici sono sbarcati a Lerici |
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Costumi
come gioielli per
Pistoia
vanta antichissimi statuti riguardanti l'istituzione e le attribuzioni delle
magistrature civiche che reggevano il libero comune in epoca medioevale:
consoli, podestà, capitano del popolo, consiglio degli Anziani. Gli storici
vi riconoscono una fonte primaria per descrivere il formarsi di autonomi
ordinamenti giuridico-istituzionali ("ius proprium") nell'intreccio
con il codice giustinianeo ("ius commune") e la legislazione
longobarda.
Il Consiglio Comunale di Calci vota all’unanimità lo statuto
Calci, in provincia di Pisa, ha votato per primo, in
Consiglio Comunale, lo statuto per la costituzione del Consorzio per la tutela
dell’Olio del Monte Pisano.
ottobre 2002
Viaggiatori appassionati Elihu Vedder
La mostra, allestita
nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea L’artista Vedder, considerato uno dei più prestigiosi pittori
statunitensi del secondo Ottocento, fu uno degli artisti che in quel periodo
si stabilirono in Toscana e, in particolar modo, a Firenze, dove videro tra l’altro
la fine del Granducato. La sua pittura La pittura di Vedder, dunque, diviene il paradigma di
questa stagione che, forse, soprattutto grazie ai macchiaioli che importarono
la cultura italiana in America, vede il formarsi di una immagine dell’Italia
strettamente collegata al suo aspetto rurale e naturalistico. luglio 2002
EN PLEIN AIR Un colosso caravan nel comune La Trigano ha presentato i nuovi stabilimenti
"Leader nell’arte e nel turismo, ora San Gimignano cercherà di diventare anche leader nell’industria". Con questa che vuole essere più di una battuta, Marco Lisi, sindaco della città delle torri che ha presenziato al taglio del nastro di questo grande nuovo polo industriale, commenta l’evento, rispondendo ai giornalisti. " Il Comune vede con favore questo sviluppo sul proprio territorio, una crescita economica, sociale ed occupazionale", e Lisi non trattiene la sua soddisfazione. E’ sorto nell’area industriale di Cusona, nel comune di San Gimignano, un polo industriale che si espande per oltre 70mila metri quadrati, su tre diversi centri di produzione, con un investimento considerevole: 7milioni di euro. Un fulcro industriale, questo con la nuova ragione sociale Trigano, che produrrà annualmente circa 5mila veicoli tra motorcaravan e camper e che unirà i due marchi Caravan International e Roller Team che costituiranno un’azienda capace di dare lavoro a oltre 350 persone. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza del presidente della Trigano, Francois Feuillet e dell’amministratore delegato della Trigano Italia, Guido Carissimo, oltre alle numerose autorità civili e religiose. Un complesso che rappresenta una struttura all’avanguardia nel settore e che è stato concepito secondo logiche industriali e architettoniche innovative, tese a migliorare sia i risultati del gruppo per quanto concerne l’efficienza produttiva, sia la qualità dell’ambiente e la sicurezza sul lavoro. Nata in Francia nel 1945 La Trigano è un’azienda nata in Francia nel 1945, fondata da Raymond Trigano. Con la crisi economica degli anni ’70 il Credit Lyonnais acquisisce la società, cedendola poi nel 1987 a Robert Bernard e Francois Feuillet, quando quest’ultimo ne diventa l’azionista maggioritario nel 1990, portando la società ad essere quotata in Borsa. Nel 1999 viene acquisita la Caravan International e nel 2000 l’Arcadia, altra azienda storica che commercializza le produzioni autocaravan col nome di Arca. Con questa operazione Trigano diventa leader in Europa nel settore, grazie ad un pool di altre marche prestigiose, controllando il mercato settoriale per il 23%. Oggi Trigano è un gruppo quotato in
Borsa a Parigi e fattura circa 527milioni di euro, dà lavoro complessivamente
a 2750 persone, di cui 350 negli stabilimenti di Cusona a San Gimignano,
produce oltre che in Italia, in Francia, Gran Bretagna, Polonia e Tunisia. maggio 2002
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Dalla
Città delle torri, patrimonio mondiale, MANIFESTO - APPELLO PER IL SAN DOMENICO Per il recupero
sostenibile del complesso edilizio ubicato nel contesto cittadino, noto come
ex convento di San Domenico - ex carcere di San Gimignano. SAN GIMIGNANO E IL SAN DOMENICO Il "complesso
architettonico" noto come ex convento di San Domenico ed ex carcere di
San Gimignano è inserito nella prima cinta muraria di San Gimignano,
realizzata negli anni mille dell’era cristiana e derivato da un nucleo
abitativo risalente a tempo immemorabile, com’è asseverato dal ritrovamento
in loco di rilevanti reperti etruschi. Per tutte le queste ragioni, il complesso edilizio
non può essere assimilato alla massa di beni immobili appartenenti al
patrimonio dello Stato, nemmeno a quelli che hanno ottenuto il riconoscimento
per una determinata caratteristica e non per una molteplicità di
caratteristiche. L’ATTO DI INDIRIZZO DEL CONSIGLIO COMUNALE
Il Consiglio Comunale di San Gimignano, con un
documento redatto concordemente da tutti i Gruppi Consiliari, a seguito del
dibattito e degli approfondimenti espressi nella seduta Consiliare del
19.10.1999, ha adottato il seguente atto di indirizzo generale sulla nuova
destinazione del complesso immobiliare di "San Domenico".
Dare inizio ad una campagna divulgativa che illustri,
in Italia ed all’estero, le caratteristiche storiche, architettoniche ed
urbanistiche del complesso edilizio noto come ex convento di San Domenico - ex
carcere di San Gimignano, dichiarandosi disposto a fornire, a chi di
competenza,dei suggerimenti sulla destinazione futura dello stesso complesso,
nella inderogabile prospettiva di un rientro nel contesto cittadino. RIVOLGENDO UN APPELLO
di adesione al presente comitato a tutti coloro che intendono contribuire con idee, progetti, proposte, disponibilità alle prospettate iniziative.
COME ADERIRE A QUESTO APPELLO
Mediante comunicazione al: Comitato per il recupero del San Domenico c/o Comune di San Gimignano Piazza del Duomo 2, 53037 San Gimignano (Siena) Fax: 0577 940 112 Oppure mediante e-mail indirizzata a: urp@comune.sangimignano.si.it Si può inviare anche una e-mail di adesione o
commento alla redazione: aprile 2002
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